Uscire da incertezza adottiva in RDC

Come uscire dall’incertezza adottiva?

Lo stato di totale incertezza adottiva per le famiglie coinvolte nella vicenscuverada del blocco delle adozioni in Congo è superabile?

“I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:
secondo i dati riportati da alcuni organi di stampa, le proiezioni del primo semestre 2014 riportano il record negativo di 930-950 minori autorizzati all’ingresso in Italia, con un crollo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che sfiora il 30 per cento; emerge dunque che dal 2010, quando fu raggiunto il picco massimo di 4130 minori autorizzati a entrare in Italia, al primo semestre del 2014, il numero di bambini stranieri adottati in Italia ha subito un vero e proprio crollo;
negli ultimi anni sono intervenute alcune criticità, a partire da varie problematiche nel quartapellerapporto con i Paesi d’origine dei minori; in alcuni di questi Stati lo sviluppo socio-economico ha contribuito a rendere residuale l’adozione internazionale rispetto alle possibilità offerte all’interno del Paese, attraverso sia adozioni interne sia soluzioni di affido che, comunque, mantengono l’identità e il radicamento del bambino nel proprio Paese; in altri Paesi talvolta si assiste ad improvvise chiusure o limitazioni nelle procedure di adozione in corso, anche a causa delle incerte condizioni sociali e politiche;
in questa casistica rientra la decisione da parte della direzione nazionale delle migrazioni della Repubblica del Congo di sospendere per 12 mesi, a partire dal 25 settembre 2013, le operazioni per il rilascio dei permessi di uscita per i bambini adottati dalle famiglie straniere;
nel mese di maggio 2014, il lavoro messo in atto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha determinato l’esito positivo della vicenda che vedeva 24 famiglie inizialmente bloccate a Kinshasa, poiché i permessi di uscita per i minori venivano loro negati, e successivamente separate dai bambini, ciò malgrado l’iter di adozione fosse stato regolarmente completato in Italia e in Congo;