Lettera al Presidente Paolo Gentiloni

Abbiamo deciso di scrivere una lettera al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, per ricordare la nostra posizione in merito al necessario cambiamento che riteniamo debba avvenire nella Commissione Adozioni Internazionali, alla luce di ciò che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli da tre anni a questa parte.

Lettera a Paolo Gentiloni

 

Pregiatissimo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni,
Paolo Gentilonila “guerra” tra famiglie, associazioni familiari ed esponenti di Enti autorizzati, che si sta facendo più cruenta nelle ultime settimane, non fa onore ad un Istituto come quello delle Adozioni Internazionali e non rispetta l’impegno, la fatica, la disponibilità all’accoglienza e, talvolta, la sofferenza dei genitori adottivi o in attesa, ma ancor di più i bambini che aspettano e che hanno diritto ad una mamma e un papà.
Per poter mantenere a tutti costi un incarico, che è tempo venga assunto da un altro membro istituzionale, si sta da tempo attuando una campagna diffamatoria che, a torto o ragione nel merito, non si deve perpetrare oscurando il nome di una pratica adottiva già in crisi o accusando chicchessia. Le accuse si manifestano in altre sedi.
Si è arrivati ora a criticare, accusare o gettare discredito sulla figura di chi, presumibilmente, prenderà il posto della vice Presidente della Commissione Adozioni Internazionali. Un soggetto, se il nome che circola è reale, che presenta un curriculum di tutto rispetto ma, soprattutto, finalmente adeguato al ruolo che andrebbe a ricoprire.
Si usano toni aggressivi, a tratti violenti e si scomodano anche poteri forti, facendo pressione per mantenere ostinatamente un ruolo che da più parti si è dimostrato non essere più opportuno, se mai lo sia stato.

A prescindere da chi ricoprirà quel ruolo è necessario per noi uscire dallo stallo politico in cui questa Cai si è arenata ormai da anni, per scelte precise di chi l’aveva in gestione. Occorre che chi possiede un curriculm adatto a questo ruolo ne possa prendere le redini e cominci a ricostruire ciò che è stato distrutto nel tempo.

Chiediamo con decisione e con urgenza di porre fine a questo spettacolo indecoroso, assegnando ufficialmente le nomine per una nuova CAI più aperta, più collaborativa, più trasparente, più operosa, lasciando agli operatori della giustizia il compito di proseguire, qualora esistano, procedimenti e indagini atte a verificare eventuali illeciti o reati.

La ringraziamo per la sua certa attenzione, quella che ci ha sempre mostrato attraverso i suoi splendidi funzionari, quando di trovava a dirigere il Ministero degli Esteri e le auguriamo buon lavoro, come ci auguriamo che presto la “nuova” Cai possa cominciare a lavorare.

 

Famiglie adottive

e

Associazioni famigliari