La grande gioia, ad un anno di distanza

grande gioia

Una grande gioia dopo tanta soffrenza

Dopo l’arrivo del primo grande gruppo di 51 bambini, la grande gioia per le restanti famiglie in attesa arrivò… “distribuita in diversi scaglioni”. Nel fine settimana compreso fra il 7 e l’8 maggio arrivarono in Italia altri 24 bambini, adottati con tre diversi enti: Naaa, Nova e 5 pani.

Un arrivo come al solito secretato fino in ultimo ai diretti interessati e con le solite modalità roccambolesche. Solo che questa volta… questa volta i genitori erano decisamente più preparati all’evento. Nonostante nessuno ci avesse detto niente, rispetto agli arrivi dell’11 aprile avevamo moltiplicato sforzi e contatti per carpire il momento giusto.

E una partenza ci fu confermata proprio il venerdì 6 maggio 2016 da Kinshasa e ci risultava quel numero di bimbi in arrivo, ma non avevamo certezze ufficiali su chi sarebbe veramente partito. Soprattutto eravamo convinti di una partenza unica, come avvenuto per i 51 di aprile e invece… un altro colpo di scena ci avrebbe in qualche modo sconvolto i piani. Sì, perchè se per alcuni di noi fu il giorno della speranza, che si tramutò alla fine in festa il 7 di maggio, per altri fu un’amarissima delusione! Delusione che durò poco, solo lo spazio di 24 ore, ma che fu cocente! Ad un passo dal traguardo l’ennesima scornata, dopo tre anni di attesa nel buio più completo. L’ennesimo salto nel vuoto.

A chi invece toccò la fortuna di avere la conferma dell’arrivo dei propri figli cominciò il viaggio verso Roma, per anticipare la chiamata ufficiale e macinare quei chilometri che inutilmente avrebbero separato nella giornata più bella le famiglie dai loro figli. Che senso aveva chiamare nello stesso giorno dell’arrivo dei figli a Kinshasa persone che distavano da Roma anche 500 o 600 chilometri?

Sabato 7 maggio

Il sabato mattina diverse coppie del nostro comitato poterono festeggiare la fine del loro incubo personale anche se, ancora una volta, l’incontro fu caratterizzato da diversi colpi di scena.

Le coppie del Nova

Per le coppie del Nova, fra loro anche due facenti parte Comitato, la modalità fu analoga a quella dei 51 bambini. L’ente, già nell’occhio del ciclone della dirigenza della Cai per l’arrivo dei primi dieci bambini a gennaio, chiese alle proprie coppie di seguire pedissequamente le istruzioni impartite loro. In tarda mattinata ci fu la tanto agognata telefonata e finalmente l’incontro con le solite modalità: camioncini della polizia a scortare i genitori all’interno della caserma Petri di Spinaceto, dove era stata allestita la sala di accoglienza per i bambini. Con l’unica differenza che le famiglie, essendo già a Roma, riuscirono in mattinata a coronare il loro sogno.

Famiglie riunite in aeroporto

Diversa, invece, la vicenda riguardante le famiglie del Naaa, divise fra la soluzione della caserma Petri e l’aeroporto di Fiumicino. Tre coraggiose coppie, due del Comitato, una delle quali già con un figlio, aspettarono alle 5 della mattina l’atterraggio dei bambini in aeroporto, ma fu loro negato in un primo momento di vedere i bambini. Solo dopo ore di estenuante lotta con le autorità aeroportuali e dopo aver cominciato a denunciare anche via social la situazione; l’incontro nella tarda mattinata ben descritto dal quottidiano L’Avvenire.

E, finalmente, nel primo pomeriggio, la notizia che anche gli altri 9 bambini facenti capo all’ente 5 Pani erano decollati con un altro volo dalla capitale del Congo.

Famiglie in attesa del grande giorno

Per altre cinque famiglie del Comitato Genitori RDC un altro viaggio in anticipo di un giorno rispetto alle previsioni. I più lontani da Brescia, tre famiglie toscane e una abruzzese raggiunsero un hotel di Fiumicino dove si diedero appuntamento per anticiapre i tempi. Una serata magica, vissuta in una pizzeria e nella hall dell’hotel a trascorrere insieme l’epilogo di un’attesa vissuta fianco a fianco per 957 lunghissimi giorni.

Domenica 8 maggio

Una notte strana, insonne, in attesa della grande gioia, passata guardando gli aerei atterrare dalla finestra delle proprie camere e chiedersi quale di questi portava a casa i loro figli. Poi la colazione, alle 8, tutti al tavolo a chiedersi a che ora ci avrebbero contattato. Il primo e unico a ricevere la chiamata intorno alle 8:30 fu Luca, proprio mentre tutti eravamo presenti.

Grande gioia delle mamme

Mamme emozionate e sorridenti

Dall’altra parte della cornetta la solita ormai nota voce, quella delle chiamate notturne per gli annunci della validazione dei nostri dossier da parte della commissione interministeriale congolese, che lo invitava a “portarsi in zona Roma”. Fu la risposta del nostro Luca a stupirla con un “ma noi a Roma ci siamo già“. E al suo “come mai”? la prima risposta fu: “Io sono di Roma e ho qui i parenti, anche se abito da anni in Toscana”. Poi, di seguito, senza lasciare nemmeno il tempo all’interlocutrice di pensare un “senta, tagliamo corto, siamo tutti qui a Fiumicino, se non volete dirci dove si trovano i bimbi organizzatevi per venire a prenderci”.

E così fu: i soliti tre furgonicini della Polizia, una macchina di scorta davanti e il viaggio verso la Petri di Spinaceto, verso la grande gioia che li attendeva. Poi, intorno alle 11, finalmente l’incontro con i propri figli! Il modo migliore per celebrare la festa della mamma, per le madri di questo speciale gruppo! Grande gioia, grande festa, condivisa in gruppo in un agriturismo di Suvereto, in Toscana, gestito da una famiglia i cui tre figli vengono proprio dal Congo. Cominciava così per altre famiglie una nuova e attesa vita!

La storia, però, non era finita… c’era chi avrebbe atteso ancora.