Caccia al tesoro… per le strade di Roma

Una caccia al tesoro… o meglio al figlio!

Sì perchè in questa annosa e triste vicenda, che ormai sta assumendo degli aspetti tragico-comici, pensavamo di averle viste davvero tutte e invece… invece a questo punto non siamo nemmeno alla metà di quelle che ci aspettano da qui all’incontro con i nostri figli. Ma partiamo con ordine.

 

L’aereo

aereo-solareIn gran segreto atterra questa mattina alle 5:40 un volo dell’Etiophian Airlines a Fiumicino. A bordo 51 bambini congolesi e 13 accompagnatori, che vengono trattenuti all’ufficio di Polizia di Stato dell’aereoporto per la loro identificazione e riconoscimento. Un’oretta per il disbrigo delle pratiche, cosa per altro normalissima poi l’uscita dallo scalo per una destinazione sconosciuta. Per tutta la mattinata si rincorrono tweet e notizie e lanci di agenzia che annuciano il loro arrivo ma il sito della Commissione Adozioni Internazionali, unico riferimento ufficiale in queste comunicazioni, non pubblica nulla.

Le telefonate

Sono circa le 15:45 quando ci giunge la notizia di una prima chiamata ad una famiglia distante ben 500 chilometri da Roma. La comunicazione è di questo tipo: “vi attendiamo in serata a Roma per firmare alcune carte importantissime riguardanti i vostri figli “. Ad una prima opposizione presentata dalla famiglia che non aveva certo avuto il tempo di organizzarsi, la voce al telefono ha incalzato con un “è importantissimo dovete scendere assolutamente”. Poi, nella giornata,  altre chiamate di questo tenore… convocazioni a Roma, per firmare misteriose carte, alcune anche alle 17!

 

La caccia la tesoro

 

pickupSì, ma Roma dove? Non è dato sapere! Come siete prevedibili! Vi aspettate che se vi chiamano da Roma e abitate a Brescia e vi dicano anche il posto in cui vi incontrerete? Dai… non scherziamo! In fondo a Roma ci sono solo 4… milioni di abitanti! Un piccolo sobborgo, insomma! E qui comincia la caccia al Tesoro! Si rincorrono voci di chiamate a tambur battente ogni 20-30 minuti con cambi di posizione dell’appuntamento. Prima è una piazza, poi è un’altra via. Ad alcuni viene detto di attendere l’arrivo di un pick-up! Ora ci immaginiamo un pick-up, speriamo di non vederlo affondato nel Tevere come quello della foto… che sia un mezzo anfibio? A bordo quattro agenti anti-narcos che imbavagliano e incapucciano i poveri genitori, scemi loro che volevano solo adottare, per portarli in un posto ultrasegreto, lontano dagli occhi indiscreti della stampa!

 

 

Inconvenienti…

tassinaro

 

Ma c’è anche chi è in giro in taxi, che non sa che destinazione dire al proprio sventurato taxista, che era giunto a fine turno e che, suo malgrado, si trova coinvolto in una caccia al tesoro. E poi c’è chi ha perso il pick-up e in questo momento si trova in strada per Roma ad attendere di esser prelevato dagli anti-narcos, qualcuno che pensa che in fondo sia inutile prendere un taxì, perchè tanto non sa dove andare…

Per ora ci fermiamo qui in attesa di ulteriori notizie. Rimanete incollati al vostro blog preferito!

Primi aggiornamenti

Alle 22:37, primi aggiornamenti che ci pervengono… famiglia comasca riunita, evviva!

Chi aveva perso il pick-up, è stato ritrovato, ripescato dal Tevere, dove dalla disperazione aveva tentato il suicidio proprio quando aveva fatto 30 e mancava il 31! Anche questa coppia ha incontrato il figlio!

Ci segnalano un’automobile ferma in una piazzoola in un’area di servizio del raccordo Anulare, in attesa di un’auto della Polizia di Stato. Speriamo per loro non sia… la Buoncostume!

Aggiornamenti mattunini

 

No, amici, non ci siamo dimenticati di voi… anzi! Quello che stiamo per scrivere però esula da qualsiasi scherzo. Sì, perchè abbiamo cercato di prenderla con ironia ieri sera (nonostante ci sia qualche solone che, sebbene non coinvolto, si permette di dar giudizi su genitori che attendono da oltre 930 giorni di attesa i propri figli e han visto l’arrivo ieri sera non dei loro ma di altri), perchè la situazione era oltremodo surreale per essere vera… ma c’è anche di più, riusciamo ad andare oltre l’immaginabile.

Ed ecco qui che a termine di un’estenuanta caccia al tesoro, c’è chi il tesoro se lo è ritrovato direttamente in ospedale, raggiungendo così un figlio arrivato alle 5:40 del mattino, alle 23:30-24 di notte! Fortunatamente, nulla di grave! Lasciamo a voi qualsiasi giudizio di merito su come abbia passato questo suo primo giorno in Italia questo bimbo, lontano da casa, senza i duoi genitori, in un ospedale (sulla cui qualità non discutiamo!) in attesa di genitori che sarebbero potuti essere con lui da mezzogiorno… invece di arrivare a mezzanotte!